FAQ

A chi può interessare un intervento psicologico?

Innanzitutto a chi è curioso di sé, ovvero a chi riserva curiosità nei confronti delle proprie relazioni interpersonali e delle dinamiche che sottendono il proprio agire, sentire e volere. Se poi tale curiosità suscita il desiderio di essere diversi da come si è, il primo passo allora è già compiuto.

Come si lavora?

Attraverso uno strumento misterioso ed affascinante: la relazione. Quando una relazione è sicura, stabile e quindi protettiva, si mobilitano risorse personali che possono essere motore e strumento verso il cambiamento voluto.

Psicologo vs psichiatra, quale differenza?

Lo psicologo ha una formazione universitaria che lo prepara per intraprendere una specializzazione quadriennale in psicoterapia (ad esempio come il dott. Detoni); lo psichiatra è invece un medico che ha scelto questa specializzazione; anche lo psichiatra – va detto – possiede l’abilitazione alla psicoterapia, ma egli di solito è più legato culturalmente alla dimensione medica della persona. Per riassumere la differenza in una frase, posso dire che lo psicologo- psicoterapeuta lavora con la relazione, mentre lo psichiatra tende a lavorare con lo psicofarmaco.

Quanto dura?

Non lo so. La durata di un trattamento è altamente variabile di caso in caso; credo che la risposta a tale domande risieda in un luogo in realtà lontano dalla vista di tutti, terapeuta incluso, come vuole ogni relazione umana.

Chi può dire quando finisce il percorso?

Lo si valuta assieme, io naturalmente esprimo la mia idea di clinico in merito, poi liberamente il

cliente decide.

Quanto costa?

La prima seduta costa 80 €, di seguito, nel caso in cui il cliente decida di proseguire e fare un pezzo di strada assieme, il costo può essere tarato in funzione delle reali possibilità economiche del cliente. In ogni caso rammento che le sedute di psicoterapia sono una prestazione sanitaria e quindi deducibile fiscalmente, come previsto dalla vigente normativa delle professioni sanitarie.

E se inizio ma poi ho subito voglia di chiudere?

Si chiude e ci si saluta calorosamente senza rancori; ritengo che il lavoro assieme necessiti di una reciproca volontà.

Si piange tanto?

Ma no, direi di proprio di no, a volte si ride e anche di gusto; ad ogni modo i fazzoletti sono forniti dalla casa. A dirla tutta credo che l’ironia non debba mai mancare in un rapporto umano, e quindi neanche nei trattamenti psicologici; l’ironia permette – quando è rispettosa e garbata – di far emergere aspetti nostri percepiti come scomodi sotto un ottica più accettabile.

Può fare male un trattamento psicologico?

Si può sentire dolore, curiosità, rabbia, gioia, impazienza, noia, allegria, tristezza … tutte le emozioni e gli stati d’animo. Eppure non fa male: il cliente è una persona che in quanto tale va rispettata; allora a queste condizioni il trattamento non fa male, fa bene.

Cosa non si deve portare o dire in un trattamento psicologico?

Nulla: si può esprimere qualsiasi pensiero, bisogno, richiesta, emozione e dubbio; questa liberà rende la terapia un luogo prezioso.

Insomma, merita?

Penso di si. Alle volte è pur vero che l’intervento psicologico può essere difficile e faticoso, ma esso è pur sempre e comunque percorribile da colui che desideri iniziare una simile avventura.