Approccio psicologico innovativo attraverso l’esperienza dell’andare a vela

Le difficoltà della vita quotidiana piovono, gli imprevisti giungono inattesi come raffiche di vento e ci lasciano spesso esausti; i problemi, vecchi o nuovi, sembrano impedirci di muoverci. Quante volte vorremmo mollare il colpo e lasciare che tutto vada alla deriva. Oppure compare la paura; anche questa ci assale, quando le cose appaiono grandi, enormi come onde, troppo per essere affrontate o indirizzate. Allora eccoci di nuovo bloccati, senza muovere un dito, rispetto a quanto stia accadendo.

Vogliamo tutto, poter tutto; o almeno tanto, ma poi spesso lasciamo che il poco o il niente ci pervadano, tanta è la fatica, e non da meno lo è la paura. Sta di fatto che dipendiamo da quanto ci circonda, come il navigante alla barra del timone di una barca a vela dipende dal vento; vogliamo andare ovunque, lontano quanto il mare suggerisce al cuore. Eppure dipendiamo: possiamo tanto e poco, ma mai tutto; le vicende della vita, come pure il vento, ci permettono tante e poche cose, ma mai comunque il controllo di tutte. Dipendiamo. Così in mare: il vento, che ci sia o non ci sia, non dà tregua, vuole tutta la nostra volontà, tenacia nel dare quanto possiamo dare. Il vento – amico invisibile del navigante -, che fa solo intuire la sua presenza, è quella fonte da cui ripartire in ogni condizione in cui possiamo trovarci. E quando non ce n’è più, la forza dell’equipaggio genera qualcosa che ancora è da scoprire. Così come nella vita di tutti i giorni.

Dunque proprio dentro un piccolo equipaggio impareremo realmente ad andare in barca a vela, lasciando che questo contesto così fecondo faccia il resto. Andando a vela impareremo, perciò, che in qualunque situazione ci troviamo dipendiamo, ma possiamo sempre non darci per vinti. Quindi?

Nel neologismo PSAIL (dalla fusione di psy + sail) sono già presenti tutti gli elementi salienti di questa iniziativa: navigando a vela infatti si incontrano le situazioni ottimali per lavorare su funzioni cardine del Sé, come le seguenti:

Problem solving: vediamo di ripartire da dove siamo di fatto (e non da dove vorremmo essere)

Assertività: decidere o denunciare la difficoltà nel farlo (mica facile!)

Gestione della paura: dall’impotenza alla dipendenza sana (quante opportunità!)

Contatto emotivo: le emozioni muovono e fermano (se le ascoltiamo con cura, esse generano risorse)

Pronti a salire a bordo?

Come realizzare il tutto?

Il progetto si realizza attraverso la creazione di un equipaggio composto da gruppi eterogenei di 3-5 persone. Il gruppo viene chiamato a 2 incontri preliminari preparatori ed a 4 uscite in barca a vela. Verranno fornite le attrezzature di sicurezza secondo le norme di legge. Il gruppo viene condotto dal dottor Marco Detoni durante tutte le fasi del percorso. Si navigherà a bordo di Munster Rose nel golfo di Trieste.

Setting e location

Quindi impareremo a navigare a vela, apprendendo le fondamenta della disciplina. Lo faremo in gruppo e con tanta pazienza. Facendo ciò si avrà l’occasione di verificare condizioni varie, adatte a mettere in gioco noi stessi.

Gli incontri preparatori si terranno presso lo studio professionale Detoni in via Gatteri 23, Trieste, in orario tardo pomeridiano/serale.

Le uscite in mare si svolgeranno invece a bordo dell’imbarcazione Munster Rose, che è ormeggiata nel porticciolo di Barcola, Trieste. Dette uscite avranno luogo nelle giornate di sabato con ritrovo in banchina alle 10.30. La conclusione di ogni incontro è prevista entro le 16.30. In questi sabati si svolgeranno non solo le navigazioni in mare, ma anche tutte le attività di preparazione dell’imbarcazione, che sono parte integrante dell’attività. Le uscite in mare saranno precedute e seguite da momenti di elaborazione condivisa dell’esperienza fatta.

L’attività di ogni gruppo può iniziare in qualsiasi periodo dell’anno, nonostante siano preferibili i periodi NON estivi, per prediligere condizioni meteo più adatte all’attività indicata. In occasione di particolari condizioni meteo avverse sarà possibile rimandare un’unica uscita in una data stabilita in precedenza.

Quali costi e condizioni?

Il costo totale a persona è di 580 €, nel quale è inclusa la partecipazione a tutti gli incontri, inclusa l’eventuale data di recupero per maltempo. Inoltre vengono inclusi nel costo la messa a disposizione di salvagenti omologati a norma di legge e l’assicurazione infortuni personale, da sottoscrivere in fase di conferma dell’iscrizione al corso.

FAQ

Bisogna sapere già andare a vela?

No, assolutamente no

Bisogna saper nuotare?

Si, almeno stare a galla

Servono attrezzature particolari?

Di base no, eventualmente potranno servire un paio di stivali anti acqua, giacca e pantaloni impermeabili (maggiori dettagli verranno descritti in caso in apertura del corso)

Ci sarà un’assicurazione?

Si, verrà stipulata all’atto dell’iscrizione ed è inclusa nel costo totale

Sarà possibile recuperare le uscite perse?

In caso di condizioni meteo particolarmente avverse e particolari sarà possibile rimandare un’uscita e recuperarla tutti assieme a breve giro

Chi conduce il gruppo?

Il gruppo viene condotto dal sottoscritto Marco Detoni, che, oltre ad operare a tempo pieno come psicologo e psicoterapeuta dal 2003, ha lavorato per diversi anni come istruttore federale FIV (Federazione Italiana Vela). In questa occasione il sottoscritto ricoprirà dunque un doppio ruolo.

Munster Rose è uno yacht a vela varato nel 1970 nel Regno Unito, su disegno di Peter Nicholson del 1964, da cui il modello Nicholson 32. Sotto le principali caratteristiche tecniche:

lunghezzam 9.70
larghezzam 2.75
pescaggiom 1.60
dislocamentokg 5jhvugvuvuv
rapporto disl. / peso totale55%
superficie velicamq 55
numero di produzione200

Munster Rose, al tempo sotto il nome di Double Century, è stato utilizzato come modello d’esposizione del cantiere costruttore al London Boat Show del 1970. Il Nicholson 32 è stato uno yacht di riferimento per molti anni in termini di marinità e di affidabilità in ogni condizione meteo. Non a caso queste imbarcazioni, anche se prodotte nel Regno Unito, si trovano in ogni angolo di mare del globo e vengono utilizzate tutt’ora per navigazioni oceaniche nei mari più impervi e difficili.